Intervista a… Annalisa Lantermo

Posted on

Direttrice del festival, referente scientifica dell’associazione Sicurezza e Lavoro

Non è facile, essendo stata parte di un altro ambiente lavorativo, capire dove e come inserirsi in un ambiente come quello del cinema, capire a quale settore potersi dedicare quando si arriva da una lunga esperienza che con il cinema sembra averci poco e nulla a che fare, ma forse è proprio l’unione di queste due passioni a portare uno sguardo nuovo e a dare valore a questo festival. Un festival che parla di attualità, della condizione e dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici di oggi, con uno sguardo internazionale.

Come è nata l’idea del festival?

L’idea di realizzare un festival cinematografico sulle tematiche del lavoro è nata circa un anno fa, a partire dall’urgenza interiore che avevo ormai da tempo, di non essere più soltanto appassionata spettatrice in sala, frequentatrice di festival cinematografici e “lettrice” di cinema, ma di “lavorare” nel cinema, di svolgere attività direttamente connesse a questo settore (per questo motivo infatti mi ero già avvicinata alla pratica cinematografica frequentando corsi di sceneggiatura, videomaker e critica). Dall’altra parte, svolgo da anni attività lavorativa nell’ambito della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici, attività che mi ha portato a occuparmi del mondo del lavoro in senso più ampio. Naturale è stato quindi, a un certo punto, coniugare questi due aspetti e sviluppare l’idea del festival. Organizzare un festival su questo tema a Torino è stata un’ulteriore motivazione, data la centralità di questa città su entrambi i fronti: il cinema e il lavoro. Ambiti in cui Sicurezza e Lavoro opera da dieci anni a livello nazionale, promuovendo salute, sicurezza e diritti di lavoratori e lavoratrici, anche attraverso il cinema (dal 2013 propone un proprio Premio cinematografico nazionale, dal 2017 assegna il Premio al miglior cortometraggio internazionale del Lovers Film Festival, collabora da anni con altri importanti festival e produce film documentari sul lavoro).

Quale attività ha svolto nell’ambito della tutela della salute dei lavoratori?

Sono un medico specializzato in medicina del lavoro e igiene e medicina preventiva. Mi sono occupata inizialmente di sanità pubblica e di prevenzione dei rischi per la salute della popolazione, poi dei rischi dei lavoratori e delle lavoratrici, ricoprendo diversi incarichi dirigenziali presso il Servizio di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro dell’Asl di Torino. Questa attività mi ha portato a conoscere direttamente gli ambienti di lavoro, a occuparmi di malattie professionali e infortuni, ad approfondire le varie tipologie di rischio, compresi i cosiddetti rischi psico-sociali (stress lavoro-correlato, mobbing, burn-out). Ho collaborato anche con gli altri Enti che si occupano dei vari aspetti che attengono al lavoro (come l’Ispettorato del Lavoro, la Procura della Repubblica, l’Inail) e con il settore della scuola e della formazione, sviluppando quindi una conoscenza a tutto tondo.

Quindi, nel festival si vogliono unire questi due mondi?

Sì, certo: la novità di questo festival è proprio questa. A partire dagli importanti partner (Museo del Cinema, Inail, Organizzazioni Sindacali, Università, Politecnico, Magistratura Democratica, Aiace, Polo del ‘900), che hanno dato fin da subito un contributo essenziale alla realizzazione del festival, per arrivare agli incontri e ai dibattiti, con esperti del mondo del lavoro e del mondo del cinema, si uniscono i diversi approcci ai temi del lavoro attraverso la visione cinematografica.

Quali sono i criteri alla base della scelta dei film?

Abbiamo voluto comporre un quadro delle tematiche più attuali e rilevanti riguardanti il lavoro, scegliendo alcuni dei film più significativi usciti negli ultimi tre anni, a partire da un periodo importante (seconda metà degli anni ’60 e primi anni ’70) che ha segnato la nascita dello Statuto dei Lavoratori: legge che ha dato una svolta fondamentale per la tutela e il rispetto dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Il festival inizierà proprio con un filmato inedito, realizzato da Sicurezza e Lavoro in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, che ripercorre gli eventi che hanno portato alla emanazione dello Statuto attraverso la filmografia di quegli anni. Non dimentichiamo che quest’anno ricorre il cinquantenario di questa legge, sempre attualissima.

Quindi i film di che cosa parleranno?

Le tematiche trattate, con uno sguardo non solo sull’Italia, saranno diverse: le criticità del lavoro femminile nelle fabbriche del sud-est asiatico, l’occupazione delle fabbriche per la difesa del posto di lavoro, la crisi di un modello industriale, il lavoro dei migranti, i nuovi lavori della gig economy, lo stress lavoro-correlato, le criticità del lavoro ai tempi della pandemia (anche nel settore cinematografico) e altri ancora. Ci saranno anche, oltre all’evento di apertura, altri momenti di presentazione e approfondimento sulla cinematografia sulle questioni del lavoro in diversi periodi storici.

Il Premio Cinematografico Jfd – Inail “Lavoro 2020”, riservato a cortometraggi realizzati negli anni 2018, 2019 e 2020, consentirà alla Giuria, presieduta dal regista Mimmo Calopresti e composta da esperti e rappresentanti degli enti promotori, di premiare i corti migliori, scelti tra i numerosissimi ad oggi pervenuti da diversi Paesi del mondo, molti recentissimi, riguardanti argomenti diversi, sempre nell’ambito delle tematiche sul lavoro.

L’auspicio?

Interessare, stimolare, riflettere e far riflettere, attraverso la forza espressiva del linguaggio cinematografico, sulla realtà attuale del lavoro, sulla dignità del lavoro e sulle garanzie e tutele di lavoratori e lavoratrici, che devono sempre costituire un punto di riferimento fondamentale, a partire dalle conquiste del passato.

Vogliamo coinvolgere un pubblico ampio, che comprenda anche i giovani, sia nella visione, sia nello sviluppo di progetti.

L’obiettivo è continuare questa esperienza, consolidandola con i preziosi partner di questa edizione e allargando la nostra rete, per mantenere il festival quale momento importante di riflessione sul mondo del lavoro attraverso il cinema, a Torino, ma pronti a coinvolgere esperienze più ampie.

10 agosto 2020