Intervista con… Christian Giroso, attore, giurato al Premio Jfd Inail Lavoro 2020

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Ospite speciale della prima edizione del Torino Job Film Days, Christian Giroso è un attore teatrale e cinematografico napoletano. Negli ultimi anni ha preso parte a diversi progetti tra i quali si ricordano soprattutto la partecipazione alle serie televisive Gomorra e L’Amica geniale.

Lei è un attore giovane, che ha già svolto ruoli importanti ed è stato premiato per il suo lavoro ne L?amica geniale. Parlando di cinema come lavoro, è stato difficile affermarsi? Qual è stata la sua esperienza?

Prima di tutto grazie per l'”attore giovane”! Racconto in breve la mia storia: grazie ai miei genitori, che hanno una compagnia teatrale amatoriale da 30 anni, ho avuto la fortuna di crescere a pane e commedie. All’età di 15 anni ho partecipato, tramite il liceo che frequentavo, a un progetto teatrale promosso dal Teatro Mercadante con la regia di Marco Martinelli, regista e drammaturgo della compagnia del teatro delle Albe di Ravenna! Dopo i primi tre anni di progetto, sempre tramite il Mercadante di Napoli, sono state assegnate delle borse di studio a 20 ragazzi per formarli dal punto di vista attoriale, tecnico e organizzativo, con il fine di creare una compagnia teatrale. ll progetto e poi l’attuale compagnia teatrale si chiama Punta Corsara. Al mondo del cinema mi sono avvicinato per caso: un giorno accompagnavo i miei allievi di teatro per un provino di Gomorra, dove cercavano ragazzi dai 16 ai 18 anni. Il casting director pensava che fossi anche io lì per il provino e lo fece fare anche a me! Sono stato scelto così da Stefano Sollima per partecipare alla serie tv Gomorra. Dopo un’esperienza così grande, dove ogni attore viene quasi “etichettato” e “intrappolato” nel proprio ruolo, mi sono trovato ad affrontare molti provini che avevano come tematica la camorra, la mafia e via dicendo, arrivando al punto di rifiutare di fare i provini, perché non volevo che il mio volto venisse associato solo a quel mondo. Grazie a Saverio Costanzo ho avuto la fortuna di scrollarmi di dosso finalmente il ruolo di “camorrista”, interpretando Antonio Cappuccio ne L’Amica geniale. Affermarsi è difficile e ancora oggi non mi reputo un attore affermato. Credo molto nel destino e mi sento una persona fortunata, ma destino e fortuna ognuno se li crea da solo!

Ha partecipato a film che trattavano tematiche legate al lavoro? Quali e da quale punto di vista? Come li ha vissuti?

Ne L’Amica geniale il mio personaggio è un meccanico negli anni ’60. Per interpretare questo ruolo, ho fatto pratica per una settimana dal mio meccanico di fiducia, con una Fiat 1100. Anche se nella serie non si vedono scene di lavoro, mi sono divertito per lo studio del personaggio, ma trovo completamente assurdo che le condizioni del lavoratore in molti casi siano rimaste ancora agli anni ’60…

Quali sono gli argomenti legati al lavoro che oggi svilupperebbe in un film e quale personaggio vorrebbe interpretare?

Purtroppo nel 2020, dopo le tante battaglie che sono state fatte negli anni passati, esistono ancora troppe persone che lavorano senza contratto, senza assicurazioni e precari! Vorrei raccontare la storia di un insegnante di musica precario, ispirandomi alla storia vera di mia madre, che dopo 20 anni come insegnante precaria a Scampia, quartiere in cui abito, con un concorso vinto nel 1999 è stata assunta a tempo indeterminato a 61 anni a Ischia: la sua vita è stata “stravolta” dall’oggi al domani.

Ritiene importante sensibilizzare il pubblico giovane sulle tematiche del lavoro e dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici attraverso il cinema?

Assolutamente sì! Il cinema è uno dei mezzi più potenti per trattare certi temi. Bisogna educare i giovani sin da piccoli ai propri diritti!

Nella situazione attuale di pandemia, è complicato per un attore lavorare?

È abbastanza complicato, ma uno spiraglio di luce c’è, perché si possono fare eventi all’aperto e con il giusto distanziamento. Mi preoccupa di più che questa situazione si trascini anche d’inverno, ma spero che questo brutto incubo finisca presto.

23 settembre 2020

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