Intervista con… Giovanni Asaro, direttore Inail Piemonte, giurato al Premio Jfd Inail Lavoro 2020

Posted on

Giovanni Asaro, dopo aver occupato il ruolo di dirigente generale presso l’Inail di Sicilia, Puglia e Toscana è, dal 1° settembre 2019, il dirigente regionale dell’Inail Piemonte (Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro). Il suo contributo è stato fondamentale per la realizzazione del festival.

Lei svolge un importante ruolo di direzione all’interno dell’Inail, ente con un ruolo essenziale nel sistema di prevenzione dei rischi e di tutela dei danni legati al lavoro. Cosa l’ha spinta a entrare come partner nel progetto dei Job Film Days?

Ritengo che il progetto nel suo complesso costituisca un’importante opportunità per portare all’attenzione del pubblico i diritti dei lavoratori e gli aspetti riguardanti la loro salute e sicurezza, da sempre al centro dell’impegno dell’Istituto. Inoltre, sono convinto che la potenza delle immagini e la contaminazione dei linguaggi siano in grado di toccare la sfera delle emozioni anche su tematiche complesse come la prevenzione degli infortuni, il reinserimento lavorativo delle persone con disabilità, le diversità di genere: per questo motivo l’Inail Piemonte aderisce al Premio Cinematografico “Lavoro 2020”, il concorso istituito all’interno del festival per selezionare i tre migliori cortometraggi prodotti negli ultimi anni sulle tematiche del lavoro. Mi auguro che i film selezionati possano raggiungere le coscienze di tutti e in particolare quelle delle giovani generazioni.

Lei ha già avuto esperienze dirette nell’ ambito di festival cinematografici?

Sì, ho partecipato in qualità di direttore regionale Inail Sicilia a diverse edizioni della rassegna internazionale “Sportfilmfestival”, che raccontava attraverso alcuni cortometraggi storie di persone con disabilità da lavoro che avevano trovato una modalità di riscatto sociale, psicologico e lavorativo attraverso lo sport. Un’esperienza unica ed entusiasmante, che mi ha indotto a partecipare a questo nuovo progetto con estrema convinzione e coinvolgimento.

L’Inail ha già un’esperienza consolidata nella realizzazione di progetti di sensibilizzazione e formazione attraverso strumenti audiovisivi e film? Con quali obiettivi?

A livello centrale, l’Istituto ha partecipato in più occasioni a progetti che avevano come oggetto la realizzazione di concorsi cinematografici, il più noto è il “Premio nazionale Marco Fabio Sartori”, ormai arrivato alla VI edizione, per la realizzazione di cortometraggi o di campagne di comunicazione sul tema della prevenzione negli ambienti di lavoro. Ma, anche a livello territoriale, l’Inail cerca sinergie con la “settima arte”, La Direzione regionale Inail Piemonte, per esempio, ha collaborato con il Museo Nazionale del Cinema e il Festival CinemAmbiente al progetto “Sicurezza si può” e attraverso un bando riservato a giovani registi ha prodotto cinque cortometraggi sulle buone pratiche di sicurezza sul lavoro, oggi utilizzati nelle scuole per parlare ai ragazzi di prevenzione (inseriti nella mostra “L’Italia che muore al lavoro”) .

Ritiene importante sviluppare a Torino una realtà di riferimento per la cinematografia sul lavoro, la salute e i diritti dei lavoratori, con proiezioni, rassegne, dibattiti e incontri, nei quali l’Inail potrebbe essere un punto di riferimento importante?

Penso che Torino sia la città ideale per un’iniziativa di questo genere, proprio per la sua storia: qui è nato il cinema italiano, qui si è sviluppata l’industria automobilistica italiana con il suo indotto. Sono presenti, insomma, le condizioni fondamentali perché la città diventi, grazie a questa manifestazione, “laboratorio” di idee e proposte su tematiche così importanti.

Dovesse realizzare un film sulle tematiche del lavoro, oggi, quale argomento sceglierebbe?

Indubbiamente, quello della disabilità da lavoro, perché è il tema che attraverso storie vissute può far capire l’importanza, in generale nella vita e in particolare in ambito lavorativo, di scegliere i diritti piuttosto che subire situazioni di discriminazione, con ripercussioni sulle tutele della sicurezza sul lavoro, sia sul piano economico che su quello psicologico. Inoltre, consente di far capire meglio alle nuove generazioni che un riscatto è sempre possibile di fronte alle avversità della vita.

23 settembre 2020

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *