Intervista con… Giulia Carluccio, prorettrice dell’Università di Torino, giurata al Premio Jfd Inail Lavoro 2020

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Oltre a incarichi istituzionali importanti (attualmente, è Prorettrice dell’Università degli Studi di Torino), Lei ha una esperienza molto significativa nell’ambito della storia del cinema: può presentarcela in breve?

Mi sono laureata in Storia del cinema con Gianni Rondolino a Torino e poi ho conseguito uno dei primi PhD italiani in discipline dello spettacolo all’Università di Bologna, con una tesi dottorale su Griffith. Da lì in poi ho avviato il mio percorso di studiosa di cinema. Percorso che mi ha portato a insegnare discipline cinematografiche all’Università di Torino, a fondare e dirigere diverse collane editoriali, a collaborare con riviste, festival e associazioni, come l’Aiace di Torino, di cui attualmente sono Presidente. Attualmente, sono anche Presidente della Consulta del Cinema, l’associazione che riunisce tutti i docenti e ricercatori italiani di discipline cinematografiche.

Quali sono gli argomenti che l’hanno appassionata di più e quali quelli che hanno appassionato di più gli studenti dei suoi corsi?

Il cinema americano classico e contemporaneo (sempre stratificato e complesso, al di là delle convenzioni e delle letture più banali), e il cinema italiano in tutte le sue forme e periodi.

Nel cinema, molti registi hanno sviluppato le tematiche del lavoro, qual è il regista o quali sono i registi che hanno maggiormente espresso la realtà e la complessità del mondo del lavoro?

Da Ejzenstejn a Ken Loach, sono molti e di periodi e aree differenti. Passando per il Chaplin di Tempi moderni, il John Ford di Furore, il Godard di Crepa padrone, tutto va bene, ecc.

Quale di questi lei ama di più e quali film vorrebbe che gli studenti dell’Università di cui è prorettrice vedessero?

Sciopero, di Ezenstejn, La Folla di King Vidor, oltre ai film già citati sopra, insieme a I compagni, di Monicelli, La classe operaia va in paradiso, di Petri, ma anche Due giorni, una notte dei Dardenne.

Ritiene importante sviluppare a Torino una realtà di riferimento per la cinematografia sul lavoro e i diritti dei lavoratori, con proiezioni, rassegne, dibattiti, incontri?

Mi sembra fondamentale. E mi pare che questo Festival indichi la via…

23 settembre 2020

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