I vincitori del Premio JFD – Inail “Lavoro 2020”

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Primo premio a A TRIVIAL THING (Iran, 2018, 12′) di Seyed Morteza Sabzeghaba
Un uomo affetto da sordità lavora in un piccolo cinema e sogna di fare l’attore.
Motivazione: Un film corto che ci fa fare i conti con il sogno del cinema. Un lavoratore, un proiezionista, un custode trasforma il suo lavoro in un miracolo, diventare protagonista in un film e nella vita. Primo premio meritato a un regista che crede nel suo lavoro che fa con grande capacità e una sensibilità rara.

Secondo premio a FEET OF EARTH (Turchia, 2020, 22′) di Ümit Güç
Ambientato in una fabbrica di scarpe assemblate a mano da lavoratori sottopagati, senza diritti, in condizioni di rischio per la loro salute.
Motivazione: In questo documentario c’è il racconto del lavoro, della fatica, dei pochi soldi, dello sfruttamento degli adulti e bambini. C’è il bisogno della sopravvivenza da parte degli ultimi della terra, quelli che arrivano da guerre e violenze di ogni genere. Si dice che c’è bisogno di difendere i propri diritti. Tutto raccontato semplicemente.

Terzo premio a RADIO RIDERS (Italia, 2020, 13′) di Paola Piscitelli e Fabio Corbellini
Con l’obiettivo di raccontare il fenomeno della consegna del cibo dall’interno, il documentario ricostruisce le voci dei fattorini in bicicletta (“riders”) e il paesaggio urbano che circonda il loro incessante movimento.
Motivazione: Radio Riders più che un film è un manifesto politico di denuncia di una condizione di vita inaccettabile. Senza diritti non è lavoro: è schiavitù. Girato con un linguaggio conforme al loro modo di essere, è un film che si fa apprezzare per la qualità del racconto.

Menzione speciale per miglior opera prima a CAMBAZ (Turchia, 2020, 15′) di Ahmet Petek
Documentario sulla vendita di animali durante un grande mercato in Turchia.
Motivazione: Un bel racconto di una giornata di lavoro in Turchia e insieme la vita degli allevatori insieme ai loro animali. È il racconto di una giornata di mercato, dove si incrociano i destini di tutti, dove a secondo delle scelte, dei piccoli investimenti, usando conoscenza, arguzia si può beneficiare di un periodo di benessere per la propria famiglia. Belle immagini di uomini, animali e paesaggi, mixate con parole antiche che diventano sempre più attuali, fanno di Cambaz un interessante e importante documentario.

Menzione speciale a DANCING TOWARDS EQUALITY (Italia, 2020, 29′) di Rosa Canosa
“Stop the gap” è una compagnia di ballerini professionisti che include persone con disabilità.
Motivazione: Lavorare con il proprio corpo, danzare, disegnare immaginario con i movimenti organizzati, sui palchi del mondo per far beneficiare a tutti di momenti in cui l?arte si manifesta come vera e propria cura dell’anima. L’arte è propria di ogni condizione, non c’è disabilità che tenga. Il proprio corpo che lavora per creare bellezza è il risultato di un percorso di gran fatica, ma anche di felicità estrema. Questo ci dicono i protagonisti di questo documentario. Felicità di chi danza e di chi ne è spettatore.

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