L’INDUSTRIA E LA NOUVELLE VAGUE (1958-1970, 85′)

  Acquista il biglietto online

L’irrompere delle Nouvelle Vagues nel cinema moderno coincide, di fatto, con l’epoca d’oro del cinema industriale: gli anni Cinquanta e Sessanta. Come dimostra ad esempio Ermanno Olmi, portare in scena le infrastrutture industriali consente di confrontarsi con il paesaggio della modernità. Un discorso che vale anche per Godard, il cui  Operation Béton è un tirocinio per film come Due, tre cose che so di lei o Week End.  Kieslowski, nel 1966, prova già a guardare dietro la facciata del socialismo reale. Mentre Bernardo Bertolucci, che ricava Il canale da una committenza ENI (La via del petrolio), filma la petroliera che attraversa Suez per catturare 20 secondi di autentica poesia. Presenta Sergio Toffetti (storico del cinema).

OPÉRATION BÉTON di Jean-Luc Godard (Svizzera, 1958, 20′, b/n).  Nel 1952, Godard torna in Svizzera dove viene assunto come centralinista al cantiere della Grande Dixence. Durante le lunghe ore di inattività concepisce il progetto di un film da vendere alla proprietà. Il cortometraggio illustra i quindici anni di lavori necessari alla costruzione della diga che a quel tempo era la più alta del mondo. Il film esce in sala abbinato a  Tè e simpatia  di Vincente Minnelli, uno die cineasti hollywoodiani difesi dal giovane critico sulla pagine dei Cahiers du Cinéma. Con i proventi della vendita del film alla Compagnie de la Grande-Dixence, Godard potrà permettersi di vivere due anni e girare il suo primo corto di fiction,  Une femme coquette .

LA CANZONE DEL POLISTIRENE di Alain Resnais (Le chant du Styrèn e, Italia, 1958, v.it. 13′).  La versione redatta da Italo Calvino del testo di Raymond Queneau serve da commento a un documentario di Alain Resnais sulla produzione del polistirene. Si documenta tutto il ciclo di produzione: da materia grezza lavorata nei moderni complessi petrolchimici, a filo sottile e granulo colorato utilizzato nella produzione di oggetti in plastica mediante procedimento sottovuoto o stampaggio.

L’ÈRE INDUSTRIELLE-LES MÉTAMORPHOSES DU PAYSAGES di Éric Rohmer (Francia, 1964, 23′). Dopo l?esordio con Le signe du lion nel 1958, Eric Rohmer abbandona progressivamente i Cahiers du Cinéma e impara il mestiere di cineasta facendosi le ossa con una serie di documentari per la Televisione Scolastica. In L’Ère industrielle riflette sulle modificazioni introdotte nel paesaggio dalle installazioni industriali, anticipando il lavoro artistico di Berndt e Hilla Becker. Rohmer inizia qui infatti la sua riflessione sulle forme del moderno nell?architettura, nell?urbanistica, che lo porteranno, nel 1975, a realizzare Villes Nouvelles, la serie tv dedicata alla banlieu parigina che farà da sfondo al ciclo Comédies et proverbes, di cui fanno parte film come Le notti della luna piena (1984) e Reinette e Mirabelle (1987).

IL CANALE di Bernardo Bertolucci (Italia, 1967, 12′). Impegnati sul canale di Suez per la realizzazione di La via del petrolio (3 episodi da 50? commissionati dall?ENI), Bernardo Bertollucci e il produttore Giorgio Patara, affascinati dalla visione onirica del passaggio delle navi sullo sfondo di due strade della cittadina egiziana, decidono di realizzare questo cortometraggio dedicato alla vita a Suez. A differenza del lungometraggio, Il canale è girato a colori e costruisce accostamenti di anacronistico spaesamento, tra i fellah con i loro dromedari e il maestoso e terribile incedere del progresso al passo lento e inesorabile della petroliera. L?inquietante poeticità del moderno, è accentuata dalla lettura di Le Bateau ivre di Arthur Rimbaud da parte di Riccardo Cucciolla all?inizio del film.

LA FABBRICA di Krzysztof Kieslowski (Fabryka, Polonia, 1970, 17′). Una giornata di lavoro nella fabbrica di trattori Ursus di Varsavia, tra catena di montaggio e riunioni del consiglio direttivo: la quota produttiva è lontana perché mancano le attrezzature. Kie?lowski torna a stigmatizzare la burocrazia descrivendo le assurdità quotidiane affrontate dai lavoratori.

Si ringrazia per la collaborazione Actua Films, Cineteca Nazionale, Edison, Eni. Nella foto “Operation béton”, Jean-Luc Godard.