CHI LAVORA È PERDUTO (IN CAPO AL MONDO) (Italia, 1963, 81′)

Domenica 28 settembre, ore 21.00, Bistrot Culturale Ramo d’Oro, Galleria Umberto I, Piazza della Repubblica, 4

Evento in collaborazione con Ramo d’Oro

Modalità di accesso: ingresso gratuito con prenotazione.

Titolo internazionale: Chi lavora è perduto (In capo al mondo)
Titolo originale: Chi lavora è perduto (In capo al mondo)
Regia: Tinto Brass
Sceneggiatura: Tinto Brass, Franco Arcalli, Gian Carlo Fusco
Fotografia: Bruno Barcarol
Montaggio: Tinto Brass
Musica: Piero Piccioni
Interpreti: Sady Rebbot, Pascale Audret, Nando Angelini, Franco Arcalli, Piero Vida, Tino
Produzione: Zebra Films

Bonifacio B. ha quasi 27 anni e, in attesa di ripresentarsi nell’ufficio dello psicanalista di una grande azienda per conoscere il responso sul colloquio d’assunzione che ha sostenuto, vaga per le strade assolate di Venezia in un giorno d’estate. Il caldo, la necessità di ingannare il tempo e quella di prendere un’importante decisione lavorativa, lo portano a vivere una confusione di ricordi diversi, pensieri sconnessi e fantasie esaltate. Ritornano alla sua mente alcune situazioni familiari e le varie fasi della sua educazione e formazione. Incontra due amici che sono ricoverati in manicomio. In un ultimo delirante tentativo di cercare una soluzione al suo problema, Bonifacio, con le sue posizioni anarchiche, decide di ribellarsi al sistema che vorrebbe inglobarlo immaginando varie scappatoie che potrebbe imboccare.

Tinto Brass (Milano, 1993), all’anagrafe Giovanni Brass, regista, sceneggiatore, montatore, produttore, scrittore, deve la sua fama al cinema erotico che l’ha visto protagonista a partire dagli anni Settanta. Ma nel decennio precedente ha realizzato opere inscritte in una visione anarchica, nell’umorismo e nella critica sociale, confrontandosi con i generi. Il suo primo lungometraggio, Chi lavora è perduto, fu inizialmente censurato. Brass si rifiutò di fare tagli e ottenne il nulla osta cambiando il titolo originale.

Filmografia (selezionata): Chi lavora è perduto (1963), Ça ira, il fiume della rivolta (1964), Il disco volante (1964), Yankee (1966), Col cuore in gola (1967), Nerosubianco (1969), L’urlo (1970), Dropout (1970), La vacanza (1971), Salon Kitty (1976), Action (1980), La chiave (1983), Miranda (1985), Capriccio (1987), Snack Bar Budapest (1988), Paprika (1991), Così fan tutte (1992), L’uomo che guarda (1994), Monella (1998), Tra(sgre)dire (2000), Senso ’45 (2002), Fallo! (2003), Monamour (2005).