What Comes from Sitting in Silence? (Francia, Stati Uniti, Corea del Sud, Svizzera, 2026, 77’)

Sottotitoli in italiano

Giovedì 8 ottobre, ore 18.30, Cinema Romano, sala 1, Galleria Subalpina, Piazza Castello, 9

Evento in collaborazione con Ordine degli Avvocati di Torino e Magistratura democratica.

Giovedì 8 ottobre alle 18.30 al Cinema Romano, Job Film Days, in collaborazione con Ordine degli Avvocati di Torino e Magistratura democratica, presenta in anteprima italiana What Comes from Sitting in Silence? di Sophie Schrago.

A Mumbai, la giudice Khatoon ha creato un tribunale islamico femminile per offrire alle donne uno spazio in cui denunciare le violenze subite e chiedere giustizia, sfidando le strutture conservative della società. La dimensione politica del film ha particolarmente colpito la giuria del festival Visions du Réel 2026 di Nyon, che gli ha assegnato il Premio della giuria del concorso nazionale con la seguente motivazione: «Il film affronta una realtà difficile con straordinaria empatia per le sue coraggiose protagoniste, che si impegnano a preservare la propria integrità personale».

Presenta il film la regista, segue Q&A. Intervengono: Cesarina Manassero (avvocata, presidente Comitato Pari Opportunità Ordine Avvocati Torino), Dafne Koumentakis (consigliera Ordine Avvocati Torino), Giulia Locati (magistrata Corte d’Appello di Torino).

Modalità di accesso: l’evento è accessibile tramite l’acquisto dei biglietti.

Anteprima italiana

Titolo internazionale: What Comes from Sitting in Silence? 
Titolo originale: What Comes from Sitting in Silence? 
Regia, sceneggiatura, fotografia: Sophie Schrago 
Montaggio: Isidore Bethel 
Suono: Romain Ozanne, Pierre George 
Produzione: Hutong Productions, Seesaw Pictures 

A Mumbai la giudice Khatoon ha aperto il primo tribunale islamico femminile per accogliere, sfidando le forze conservatrici, le donne che vengono a denunciare le violenze subite dai mariti e a chiedere giustizia. La stanza adibita a tribunale è piccola e la regista trova la sua giusta collocazione per filmare gli incontri, le reazioni, le parole di Khatoon, delle donne e dei loro familiari convocati per dirimere le questioni. Sono tante storie differenti, ma infine si assomigliano. Fino a quando la giudice si rivolge a Sophie chiedendole che esperienza è stata seguirla così a lungo. E Sophie le confessa di essere stata anche lei vittima di un abuso da parte di un fidanzato.

Quasi tutto girato all’interno della stanza-aula di tribunale, il film è stato premiato al festival Visions du réel 2026 di Nyon con il premio della giuria del concorso nazionale ed è in anteprima italiana. 

Sophie Schrago. Regista e antropologa svizzero-indiana, ha trascorso l’infanzia tra Ginevra e Barrackpore. Nel 2017 ha ricevuto un dottorato in antropologia sociale con una tesi sui rapporti tra autorità religiosa e genere in India. Prima di esordire nel lungometraggio con What Comes from Sitting in Silence? ha diretto vari cortometraggi che esplorano religione, queerness, musica, movimenti sociali per esaminare come le persone affrontano potere, appartenenza, tradizione in un mondo che cambia.

Filmografia (parziale): Malcolm X and the Sudanese (cm, doc., 2020), What Comes from Sitting in Silence? (doc., 2026).